Valeria Sarmiento
Valeria Sarmiento, nata in Cile nel 1948, ha studiato Filosofia e Cinema prima di dedicarsi alla carriera di cineasta. Esiliata a Parigi dopo il colpo di stato del 1973, Valeria non ha mai smesso di inviare messaggi politici ai leader dell'America Latina attraverso i suoi film e documentari. È stata inoltre compagna e collaboratrice privilegiata di Raúl Ruiz, per il quale ha curato il montaggio di gran parte dei film. “El Hombre Cuando es Hombre”, del 1981, girato in Costa Rica, affronta il tema del maschilismo latinoamericano attraverso i suoi aspetti più inoffensivi, quasi positivi (il romanticismo, il sentimentalismo, la cortesia), prima di portare gradualmente alla luce gli aspetti peggiori dell'oppressione quotidiana. I canti popolari e i mariachi messicani fanno qui da commento e contrappunto.
“La Planete des Enfants”, del 1991, girato a Cuba, gioca con l'ambiguità per descrivere un'istituzione per l'infanzia, creata per fomentare le vocazioni professionali ma usata poi per l'arruolamento di un castrismo crepuscolare. I film di fiction confermano il suo legame con la cultura popolare e la voglia di giocare con le convenzioni e gli stereotipi. “Notre Mariage”, del 1984, il suo primo lungometraggio, è stato selezionato a numerosi festival e ha ricevuto il Premio come Giovane Regista al Festival di San Sebastián. Nel 1988, Valeria Sarmiento ha ricevuto una borsa della Fondazione Guggenheim.
“Amelia Lopes O’Neill”, del 1991, è stato selezionato al Festival di Berlino e insignito del Premio Fondation Gan. Girato in Cile, il film si inserisce nell'universo melodrammatico del bolero, e Valeria Sarmiento vi sviluppa uno sguardo lungimirante sulle mentalità e i comportamenti che durano nel tempo, al di là delle trasgressioni. Nei film successivi, “Elle”, del 1994, in concorso al Festival di San Sebastián, o “Rosa La China”, del 2002, porta avanti una riflessione sulla coppia. Colpisce anche “L’Inconnu de Strasbourg”, del 1998, dall'estetica paradossale.
Nel 2008 l'Università di Stanford organizza una retrospettiva sulla sua opera. Due anni dopo, nel 2010, condivide con Raúl Ruiz il Premio Art Critics Circle’s Bicentennial for Cinema.